Bambola Caffè
Assopita dall'eterno chiarore
aspetto la luce senza vederla
è fragile, e sciocca.
Una bambola di porcellana
non può sorridere quando vuole
e si riempie di vuoto.
Mille pezzi risuonano ancora, appassiti nella stanza.
Come lo zucchero grezzo
addolcisce il caffè solitario
e si perde nel nero della tazza
così cerco un alveare, irto d'api e pungiglioni,
per potermi abbeverare del loro miele.
Ma non lo trovo...
Sorrido, a differenza della bambola, curvando appena le labbra.
In realtà questo è ciò che vuoi tu.
Io il caffè lo prendo amaro.
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